Api e Miele all'Orto Botanico

Castanea sativa Mill., Castagno

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Castanea sativa Mill.
Castanea sativa Mill.

 

Giugno 2020

 

Giugno e luglio sono i mesi di fioritura del Castagno (Castanea sativa Mill.), che tinge di giallo prima nelle nostre zone collinari e poi nei boschi montani dove lo possiamo trovare fino a 1000 m circa di quota.

 

I suoi fiori ...

sono raccolti in infiorescenze “a spiga” (numerosi fiori sessili, ovvero senza peduncolo, su un lungo stelo eretto) e sono piuttosto particolari!

Alla base della spiga, ovvero più vicino al ramo, si trovano i fiori femminili, riuniti a gruppi di 2-3 e già avvolti da un involucro spinosetto, che indurendo costituirà il riccio della castagna.

I fiori maschili sono riuniti in gruppi di 3-7, disposti, numerosissimi, lungo il resto della spiga; essi non hanno calice e corolla, la parte vistosa sono gli stami: da 6 a 20 per ogni fiore.

Anche se i singoli fiori sono piccoli, la fioritura del castagno è un evento botanico particolarmente evidente: questo consente di individuare la presenza del castagno nei anche a distanza.

 

I fiori del castagno sono ricchi di nettare, ma anche di polline.

Entrambi sono molto appetiti dalle api: i nostri apicoltori raccontano che “la fioritura del castagno eccita le api, che in effetti tendono ad essere un po' più aggressive nel periodo in cui si dedicano a bottinarla”.

Il suo profumo...

Non solo con la vista: l'intenso profumo dolciastro che emana si percepisce nell’aria, anche a chilometri di distanza dai boschi!

 

Il miele ...

E’ proprio il polline a conferire al miele di castagno il suo caratteristico sapore forte e molte delle sue proprietà nutrienti e curative (è uno dei più nutrienti quanto ad apporto di sali minerali e oligoelementi e contiene molto ferro).

Si tratta di un miele scuro, marrone, con un sapore molto meno dolce, anzi, dal retrogusto amaro e rispetto agli altri, essendo molto ricco di fruttosio, non cristallizza.

 

Forse non tutti sanno che...

... gli altri generi della famiglia delle Fagacee (da noi il Faggio e le Querce), non producono nettare; il Castagno lo produce, ma solo nei fiori maschili.

 

 

Il miele di melata

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Il miele di melata
Il miele di melata

 

Luglio 2020

 

Dopo il grande raccolto dei mieli primaverili, dove prevalgono i nettari di ippocastano e acacia nei mesi di aprile e maggio, di tiglio e di castagno a nei mesi di giugno e di luglio, le api dell’Orto Botanico si apprestano a concludere la stagione produttiva con la melata.

 

Le bottinatrici concentrano la linfa che geme degli alberi grazie all’azione di un afide, la Metcalfa pruinosa.

 

Il miele di melata si differenzia dal miele di nettare (di esclusiva provenienza floreale) per il colore scuro, il sapore intenso e la pressoché totale assenza di pollini.

 

Terminata l’ultima bottinatura verso metà agosto, gli sciami, accompagnati dallo sguardo attento degli apicoltori, iniziano ad accumulare nei favi più laterali del nido abbondanti scorte di miele e polline in vista del lungo inverno subalpino, mentre la regina pian piano riduce l’ovodeposizione, fino a bloccarla nei mesi più freddi.

 

Tutti questi argomenti (e molto altro) verranno approfonditi in un corso di introduzione all’apicoltura... sul sito tutti i dettagli: https://bit.ly/corso-introduzione-apicoltura-2020

 

Le api e l'autunno

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Fuchi e ape regina
Fuchi e ape regina

 

Settembre 2020

 

 

Come si preparano le api all'inverno?

 

Spiando le api in questo periodo, osserviamo alcuni aspetti che ci segnalano – senza bisogno di calendari o previsioni meteorologiche – il lento ed inesorabile approssimarsi dell’inverno. Conclusa la stagione produttiva, l’ape regina diminuisce il tasso di deposizione con il conseguente, progressivo, spopolamento dell’alveare mentre le bottinatrici si dedicano alla raccolta degli ultimi pollini, tra cui prevale a settembre quello di edera.

 

Chi sono i fuchi?

I fuchi, termine tecnico per indicare i maschi, hanno unicamente una funzione fecondatrice e sono pertanto presenti nell'alveare solo da aprile ad agosto, ovvero nei mesi primaverili-estivi durante i quali le colonie allevano nuove api regine o per sostituirle - in quanto anziane e poco feconde - o perché sciamate.

 

Cosa succede ai fuchi in questo periodo?

Sono protagonisti di un curioso (e quanto mai fisiologico) fenomeno: la loro scomparsa.

I fuchi, essendo dotati di una ligula troppo corta per suggere il nettare dai fiori, sopravvivono grazie al miele raccolto dalle bottinatrici; al termine del periodo produttivo, quando le scorte diventano preziose in vista dei mesi invernali, gli ultimi maschi nati vengono letteralmente cacciati fuori dall’alveare dalle loro sorelle, le api operaie.

 

Da chi è popolato l'alveare durante i mesi invernali?

Durante i lunghi mesi invernali rimangono quindi solo le api operaie le quali, insieme all'ape regina, assicurano la sopravvivenza della famiglia fino alle fioriture primaverili dell'anno successivo.